Il nostro ultimo Bacio 24-09-2023

Era sabato 9 maggio del 2014, quando siamo andati a prendere Zoe, erano circa le 19

Tremante di paura, in braccio a Matteo, abbiamo trascorso quei km che ci riportavano a casa, verso una nuova vita insieme, tutti e 5 (io Chiara Matteo ed Anna più Lei).

Zoe, che avevamo aspettato già prima che nascesse, che abbiamo festeggiato appena giunta alla vita nella notte tra il 14 ed il 15 marzo 2014, che abbiamo scelto in maniera fulminea con suo collare giallo, era il nostro piccolo Angelo focato, e doveva (cosa che in effetti ha fatto) segnare un punto di svolta dopo un periodo davvero difficile costellato di lutti tremendi.

Fece il suo primo miracolo, inconsapevole e pura come solo un cane può essere, riportando gioia e serenità nella nostra famiglia.

Il mio lavoro in quegli anni mi consentiva di dedicare tantissimo tempo a quel SOGNO di cane, atteso per tutta una vita (il primo libro sul Dobermann che ho comprato è del 1982!): giorno per giorno abbiamo costruito un rapporto impossibile da descrivere a parole.

Zoe è diventata da subito la nostra terza figlia, pur lasciandole il sacrosanto dritto di essere trattata non da essere umano essendo un cane, pur restando nello stesso “contenitore affettivo” in cui stavano gli altri due figli. Zoe è crescita con loro e gli ha insegnato il rispetto e l’empatia per gli animali: li ha cambiati (in meglio) per sempre!

Con i ragazzi si capiva e si scambiava tenerezze come solo i familiari stretti fanno.

Abbiamo trascorso  TUTTI i giorni assieme: MAI, nemmeno per 1 giorno, ha dormito lontano dalla sua famiglia.
Mai.
Vacanze, impegni, scampagnate … tenevano sempre conto della sua presenza.

Ammetto di essere stato forse un pò “morboso” sin da subito: sono sempre stato più apprensivo ed “ipocondriaco” con Zoe che con qualunque altro membro della famiglia.

Per tutta la sua vita ho sempre temuto di perderla, tanto era importante e preziosa per me: Lottavo costantemente con la paura che si ammalasse e mi lasciasse solo privo della sua presenza ormai divenuta “indispensabile”.

Ovviamente sapevo benissimo he la vita di un cane è più breve di quella di un uomo; un giorno (che continuavo ad augurarmi fosse lontanissimo) avrei dovuto lasciarla nel passato e proseguire la mia vita senza di lei.
Ma questo pensiero tremendo e terrorizzante cercavo di esorcizzarlo in ogni modo!

Forse, essendo il tempo solo una illusione, sentivo già che non sarei mai stato pronto a lasciarla andare.

Da Zoe  ho imparato il valore di godersi il momento, ad assaporare e vivere gli istanti trascorsi insieme, a gioire nel rivedersi la sera come se fosse l’unica cosa importante della giornata, a scrollarsi di dosso la frustrazione ed il rancore dopo ogni diverbio gioendo della pace fatta come se nulla fosse accaduto, a trovare importante con chi sei e non dove sei…

Mi ha insegnato il “canese” e lei ha imparato un po l’ “umanese”: sapeva i nostri nomi, sapeva “sorridere”, conosceva benissimo le parole che per lei erano gioia (mangiare uscire giocare… ), ha imparato le nostre abitudini, ed ha imparato a compiacere le nostre esigenze.

Mai un ringhio fuori posto, mai un comportamento ostile con un ospite accolto in casa, nessuno dopo 10 minuti aveva più paura di quel cane possente e fiero che si aggirava per casa roteando la coda e portando in dono ciabatte o tappeti come se fosse il gesto di benvenuto più cordiale: se qualcuno piaceva a noi allora piaceva a lei.

Il cane perfetto.

Abbiamo trascorso tutti i giorni che abbiamo avuto a disposizione assieme (letteralmente, tranne forse una decina).

Ogni giorno andavamo al parco, e lei preferiva giocare con me che con gli altri cani: uno sguardo  che diceva tutto, che mi  entrava dentro.
Non credo che nessuno al mondo possa volermi cosi bene come lei!

Penso che credesse fossi Dio in persona: ero la cosa più bella, potente e preziosa che esisteva.

Oggi credo che lei avessa una missione ulteriore rispetto quella di insegnarci a vivere: doveva  farmi accettare lo scorrere la vita, senza timore, perché è quello che siamo chiamati ad imparare.

La vita scorre come un fiume in cui dobbiamo imparare a nuotare facendo in modo che l’acqua ci scorra attorno, godendo delle cose che la corrente ci porta perché servono ad insegnarci SEMPRE qualcosa.

Tentare di fermarla non è solo impossibile ma anche fonte di dolore inutile data l’impossibilità di trattenerne anche solo un po tra le dita.
Anche mettendo una “Diga” a frenare il fiume non farà altro che creare un lago stagnante che prima o poi tracimera seminando distruzione.

La vita dovrebbe insegnarci il “non attaccamento”, perché tentare di fermarla nel suo divenire incessante crea solo frustrazione e paura.
Forse era quello che Zoe era venuta ad insegnarmi.

Infatti…

Non era la prima volta che mi capitava di preoccuparmi per la sua salute (una volta  nel 2019 fu operata alle mammelle ma la cosa si era risolta bene): a gennaio 2023 ebbe uno strano episodio di Polidispia (quando il cane beve troppo) post calore, associato a de le secrezioni “intime”, ma il problema rientrò spontaneamente in pochi  di giorni e siccome dalle analisi fatte non risulta assolutamente nulla di anomalo liquidammo la cosa come un episodio ormonale di un cane integro ormai prossimo alla vecchiaia (aveva quasi nove anni ormai…).

Quando la cosa si è ripetuta, simmetrica, ad agosto 2023 al ritorno dalla vacanza insieme ho pensato fosse lo stesso problema di 7 mesi prima.
Nuovamente monitorai la situazione (con la mia solita maniacalità, quando si trattava di Zoe) con tanto di grafici e e rilevamenti degni di uno studio scientifico.

Inizialmente pareva replicarsi la situazione di gennaio e ci avviavamo verso una risoluzione spontanea.

Improvvisamente il 6 settembre (circa 1 mese dopo) il disturbo “della sete” inizia riproporsi con veemenza.

Il 7 settembre, un giovedì, a tarda serata, sembra stare malissimo con addome gonfio e difficolta deambulative.

Corsa sfrenata ad un pronto soccorso veterinario: forse una dilatazione di stomaco ed una infiammazione uterina (sospetto di Piometra) che andrebbe indagata ed eventualmente operata; antiinfiammatorio, flebo di liquidi e Zoe torna a casa un pochino meglio con l’apputamento per una valutazione chirurgica per il giorno dopo.

L’indomani, nella clinica ove era già stata operata 4 anni prima, si cerca la causa: da subito emerge non essere di natura uterina.
Non c’e nulla di acuto da operare ma sorgono sospetti inquietanti per questo gonfiore addominale

Un paio di giorni di visite (e centinaia di km per rivolgersi a vari veterinari) e scopriamo che ha un versamento “in”bicamerale”, in addome ed ai polmoni, compatibile con una forma neoplastica, di cui però non c’e ancora certezza (anche perché  nessun altro parametro, ne organo, da segni di malattia: cuore perfetto, organi tutti nei limiti, analisi senza segni di squilibri evidenti soprattutto per un cane di 9 anni e mezzo, nemmeno un linfonodo ingrossato… niente altro che questo versamento)

Da sottolineare che nonostante non fosse al 100% era in un discreto stato di forma fisica: mentre attendevamo la visita ecografica, con tanto di referto della prima visita in cuie era stata definita “cane geriatrico”, Zoe ha avuto la bella pensata di prendersi gioco della definizione prendendo al volo un piccione al parco: “Geriatrici sarete voi!

Purtroppo però, pur senza la prova certa, pur senza un “nome” della malattia (anche l’analisi del liquido in addome non diede esito definitivo), la situazione clinica ha iniziato lentamente a peggiorare nei giorni seguenti.

Ansia e preoccupazione, alternate ad ottimismo e speranze ci hanno logorati per quasi 2 settimane.

Era un filino meno attiva, giorno dopo giorno,  ed il suo addome non accennava a sgonfiarsi nonostante i trattamenti drenanti che le davamo (tanta pipì ma nessun risultato)

Il Martedì 19 settembre  (ad ormai 10 giorni dalla prima visita che ci ha catapultati nel clima di “malattia”), visto che sembrava divenuta troppo sofferente, la sottoponiamo ad una centesi (un prelievo del liquido addominale) nella speranza di diminuire la pressione ed innescare una ripresa:

La misura è controversa perché ci sono opinioni e teorie contrastanti sull’opportunità del trattamento, ma quella sera Zoe sembra beneficiarne e si “Normalizza” nel comportamento passando una notte tranquilla riempiendoci di nuove speranze.

Invece il Giovedì sera (21 settembre) smette di mangiare con appetito rinunciando ad una buona parte della sua succulenta cena (BARF) di cui fino a quel giorno era stata ghiottissima.

Inizia a essere stanca ed a barcollare, fa fatica a sdraiarsi perché il suo addome sempre più gonfio le impedisce il movimento e certamente le da dolore.

Non vuole nemmeno piùsedersi: resta in piedi per 24 (è evidente che le fa male la pancia) ed anche il respiro è un po pesante.

Matteo, da bravo fratellone, capisce (come solo lui sapeva fare) che sostenendole le zampe posteriori la si poteva far metter giù, così imparammo ad aiutarla a riposare.

Ogni ora si alzava e faceva pipì.. e poi attendeva che l’aiutassimo a mettersi giù di nuovo nell’unica posizione in cui riusciva a stare: pancia a terra (cosa strana perché raramente assumeva quella posizione).

Venerdì non mangia nulla! Brutto segno!

In due giorni dimagrisce a vista d’occhio e l’addome continua a tendersi.

Il respiro si fa sempre più difficoltoso: evidentemente il versamento pleurico spinge come quello addominale.

Passo il Venerdì notte sveglio con lei, e spesso mi ritrovo a piangere cosciente della gravità della situazione abbandonando ormai il pensiero ottimista di una ripresa consapevole di non essere pronto a lasciarla andare.

Continuo a “dirle” che mi aveva promesso di restare con me ancora un po, cosi come che io le avevo promesso di essere sempre accanto a lei comunque, fino alla fine , ma che questa fine non doveva essere vicina.

L’incubo di separazione che mi tiene bloccato da tutta la sua vita prende forma, si palesa come imminente.

Venerdì notte, per almeno due volte, sembra svenire ed io crollo più volte disperato pensando di essere giunti al termine.

Non è ancora l’ora, evidentemente non ho ancora capito tutto quel che devo capire.

Lei mi guarda spessissimo e cerca in me il conforto.

ci scrutiamo negli occhi, ci amiamo, non sono sicuro di essere cosi bravo a darle sicurezza: lei capisce certo che sono dispiaciuto.

Mi legge nel cuore, lo sa e non posso fare nulla per rincuorarla, ma ci provo:

ho le lacrime ma sono li.

Ho la sensazione che questo le basti.

Forse lei sapeva che non potevo far di più, non credo mi chiedesse di fare qualcosa… era smarrita, ma accettava la sua condizione e voleva solo che le facessi compagnia: quello potevo fare, quello ho fatto!

Credo che lei da me sia aspettasse esattamente questo:

Quegli occhi limpidi chiedevano solo che io fossi li.

C’ero!

Ho la sensazione che apprezzasse anche che ogni tot le dessi le medicine, perché era evidente che in quel gesto c’era tutta la speranza e la volontà di aiutarla.

Intendiamoci, non amava essere “curata” ne credo sapesse cosa stavo facendo, ma forse leggeva il mio stato d’animo in quel gesto di cura, e quindi lo accettava di buon grado.

Sabato 23 settembre è un giorno infernale:

Tentiamo di darle omogeneizzati per farle recuperare delle proteine che sta prendendo dal suo corpo che si smagrisce ora dopo ora.

Sembra stareancora peggio; fatica a respirare.

Quel giorno le ho detto più volte ricambiando il suo sguardo innamorato: “Amore mio, ti voglio bene anch’io“.

Non importa se ha capito le parole, credo abbia percepito quello che intendevo.

La sera Chiara, da brava mammina, esattamente come faceva quando aveva 3 mesi, la coccola facendole i grattini alle orecchie e Zoe si addormenta …

Decido di dormire in camera di Anna alla quale suggerisco di andare a letto con Chiara in camera mia perche ormai Zoe restava sempre in una stanza, e siccome era andata in cucina, da li potevo vederla

In realtà non riesco a guardarla da lontano, per cui mi siedo di fianco a lei, per terra.

All’una di notte, ormai Domenica 24 settembre, torna Matteo.

Restiamo un po’ insieme con lei che era sempre sdraiata in cucina davanti alla ciotola d’acqua (unica cosa che continuava a cercare).

Poi resto solo con lei, seduto a terra, credo di aver dormito qualche minuto appoggiato al forno, con Zoe che poggiava sulle mie gambe suo muso elegante, tenendomi anche con la sua zampona!

Le faccio aria con un ventaglio

Ci parlo un po’, le dico: “Papino è qui con te!”

Qualche lacrimuccia mi scende… non so se sono pronto…

Alle 2.44 si alza va verso il giardino, ma fuori piove.. non esce… respira male

Si siede  crollando sulle sua gambe, la sorreggo

Sembra voler uscire..

Poi si irrigidisce e si volta verso di me, mi guarda.

L’abbraccio forte  e le dico: “amore mia, papa è qui con te!”..

Poi si rilassa e  attraversa il “ponte”

L’ho accompagnata fino all’ultimo secondo: Gliel’avevo promesso!

Piango forte.

Poi chiamo Matteo (che ancora non dormiva) e Chiara (mentre Anna resta in camera ), restiamo li a piangere un po tutti assieme, vicini al corpo di Zoe ormai esanime, ma finalmente rilassato.

Siamo quasi sollevati di non vederla più star male come nelle ultime ore.

La custodiamo e la mettiamo in un vecchio lenzuolo dove hanno dormito i suoi Fratelli umani da bambini, accendiamo un paio di candele, e degli incensi.

Decidiamo che l’avremmo messa in giardino allargando un’aiola su cui poi in primavera pianteremo una mimosa perché fiorisce a Marzo, che è il suo mese.

A questo punto temevo che sarei impazzito dal dolore.

“Quel cane” non era “un” cane… era per me qualcosa di più , non solo le volevo bene come ad una figlia ma realmente aveva rappresentato troppo per non soffrire della sua perdita, senza contare una quotidianità molto stretta che avrebbe certamente lasciato un segno.

Stranamente invece ho una sensazione di pace.

Certo non riesco a non commuovermi ogni volta che penso agli ultimi istanti (che sono ancora li, presenti, vividi, roventi) ma non sono disperato come temevo.

Cosa mi aveva fatto quell’Angelo focato in quel momento di passaggio oltre la vita?
Quale magia?

Si fa strada dentro di me, in quella notta quasi insonne trascorsa nella camera dove lei giaceva ormai senza più vita terrena, una sensazione, un sussurro di consapevolezza:

Dobbiamo vivere il momento, assaporarne la bellezza, comprenderlo, amarlo e poi lasciarlo scorrere lungo la corrente del fiume della vita, senza timore ne dolore, perché siamo su questa terra per imparare a nuotare in questo flusso incessante, cercando un equilibrio con quello che ci sta attorno, fino a quando ritorneremo, assieme a quel flusso che ci scorre attorno, al mare dove con molta probabilità ritroveremo tutto ciò che abbiamo attraversato nel nostro percorso.

Trattenere le cose ci farà solo soffrire e soprattutto non ci insegnerà nulla di ciò che serve per vivere: sopravvivremo al massimo in una continua frustrazione di impotenza e di terrore.

Ecco perché i cani spesso ci sono maestri in questo: loro vivono il presente fino in fondo e sono in grado di riequilibrarsi con il mondo con una scrollata.

Cavolo!

Quando Zoe ha chiuso il cerchio (e lo ha fatto guardandomi negli occhi) ha messo un tassello, l’ultimo, nel puzzle del suo insegnamento ed ho capito.
Mi si sono sciolte tutte paure che avevo accumulate nei suoi confronti: Avevo focalizzato la mia attenzione su cose senza importanza tralasciandone di preziose che erano la cosa più bella: Ogni singolo momento di empatia di compartecipazione e di “coscienza dell’attimo presente” mi si sono palesati come il senso della vita, l’unico motivo per cui siamo qui!

Distaccarsi dal possesso delle cose e del tempo assaporandone il divenire evolutivo.

Non sarò più lo stesso di prima dopo quella notte

Ho certamente avuto la fortuna di avere accanto un’anima canina eccezionale (Sfido chiunque a guardare il suo cane negli occhi e non vedere la sua anima brillare), ed ho avuto forse il “Merito” di legarci con una empatia fuori dal comune, non perché io fossi speciale, ma perché davvero volevo capirla e volevo che lei si sentisse un membro della famiglia, e questo mi ha portato ad instaurare con lei un rapporto di fiducia ed amore nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli etologici.

Una Magia, quasi una singolarità nella mia vita!

Nessuno che ci ha incontrati può negare quanto era intenso il nostro modo di “vederci”: si capiva da come ci guardavamo (e soprattutto da come Lei mi guardava)

Ora mi rimane tanta nostalgia, mi manca un pezzo che è rimasto attaccato a lei, non esiste un modo per avere indietro quella parte di me!

E’ il mio crescere.

Ho la certezza che le Anime non svaniscono, semplicemente trascendono, e si attendono per riunirsi.

Quindi SO che al termine del mio percorso la rivedrò con la sua coda roteante e la “testa ad uovo” con il balletto di gioia che faceva ogni sera che rientravo aspettandomi sul balcone.

Fino ad allora Zoe mi mancherà come l’aria che nella sua ultima ora le è mancata.

Ma la nostalgia, irrorata di lacrime, è la manifestazione tangibile dell’amore che rimane

Ciao Zazi!

Se lo diciamo Noi è vero

Non servirebbe commentare molto a proposito di quanto abbiamo visto negli ultimi anni con la PanDemenza covidiana, eppure…

Abbiamo visto speculare sulla confusione tra positività ad un test (affatto specifico) e la malattia:
è ormai usuale parlare di tamponi covid quando il tampone non rileva la malattia ma casomai la positività al suo agente patogeno che, nella stragrande maggioranza dei casi, è senza gravi conseguenze (scusate se è poco!)

Abbiamo sentito propagandare certezze di salvezza grazie ad un vaccino quando non ve ne erano:
Pfizer stessa ammise in audizione al Parlamento Europeo (per bocca della Mrs. Small) che NON avevano testato il vaccino in merito alla sua capacità di bloccare la trasmissione del virus, unica cosa che era richiesta per poter “sostenere” la narrazione nazivaccinale, (vedi anche qui)

Abbiamo letto che il Meccanismo di conferimento della protezione dalla malattia (unica cosa rimasta a sostenere, almeno da un punto di vista personale, l’opportunità della vaccinazione) era SCONOSCIUTO ai produttori stessi: il documento di “approvazione” del vax Pfizer (pag 15) lo dichiara espressamente.

Inoltre i maggiori esperti di trials clinici (come il Prof Peter Doshi) avevano già osservato che il vaccino NON era testato per sapere se avesse un effetto sulla riduzione dei sintomi , ma solo della positività al tampone (ovvero cade anche l’ultima motivazione per vaccinarsi a titolo meramente individuale).

Senza contare che abbiamo avuto incrementi di mortalità generale (soprattutto nei giovani che è assodato non rischiano invece nulla dalla malattia) e quantità di reazioni avverse in misura mai avute prima

Insomma, non si salva nulla.

Eppure, sappiamo da ogni fonte di informazione “ufficiale” , che ci sono certezze granitiche e che va tutto bene.

In realtà non vengono fatti studi indipendenti mentre ci si basa solo su dati forniti da chi produce (e guadagna) dalla vendita dei farmaci (ed eventualmente dai rimendi per curare gli eventi avversi) perché LaScienzah” ha gia le risposte e non occorre indagare oltre:
Chi cerca spiegazioni, anche di fronte a domande senza risposta, è solo animato da un “oscuro interesse” di avere like su social ed è uno stregone che va bruciato nelle fiamme dell’inferno, mentre i Big dell’industria sono votati al bene dell’umanità. Come fate a non capirlo, maledetti complottisti!

L’unica Sceinzah ammessa è quella che si legge nei fogli informativi dei venditori di farmaci e non occorre indagare oltre
Benvenuti nel nuovo Medioevo Scientistah

Qualche contributo da ascoltare:
Video testimonianza Dr.Giuseppe Barbaro;
Video testimonianza Dr. Agostino Ciucci;
Video testimonianza Dr. Vanni Frajese;
Video testimonianza Prof. Marco Cosentino;
Video testimonianza Prof. Paolo Bellavite;

Il bello del covis

… ovvero aver incontrato Amici e Fratelli che non sapevo di avere, ed anche qualche SuperEroe !

“io sono Amico di un Super Eroe!”

Questo periodo oscuro (dal mio punto di vista non meno tragico e disumano di quanto visto all’inizio del secolo scorso, seppur “apparentemente” meno cruento) in cui ho potuto toccare con mano quanto gli uomini si sono resi COMPLICI di nefandezze disumane, con la spocchia di sentirsi anche nel giusto (vedi articolo La nuova scienza ed in particolare i dettagli sulla vicenda accaduta a mio padre), ho avuto in cambio il dono di conoscere persone, anzi Anime, cosi belle e vicine da renderlo uno dei periodi migliori della mia vita!

E’ paradossale vero?

Eppure, considerando io la vita come un viaggio in cui si debbono imparare cose che serviranno “dopo”, o parafrasando “la nostra occasione per instaurare relazioni costruttive“, ho avuto modo di trovare, nel buio della discriminazione e del maltrattamento subdolo e tagliente della pandemia, delle luci cosi fulgide e splendenti da render assolutamente appropriato lo sforzo fatto nel sopportare e vivere tutto questo.

Ho ritrovato parenti, e vecchi Amici, che ho sentito un tutt’uno con me: risuonare insieme nel consolarci a vicenda, nell’aiutarci disinteressatamente nei momenti in cui hanno tentato di toglierci la dignità di persone che (nel giusto o nell’errore non è la sede in cui voglio discutere di questo) hanno fatto una scelta differente dalla massa (chi non ha vissuto la discriminazione del GreenPass, e la perdita di diritti e lavoro, semplicemente non può capire perchè stava solo dalla parte sbagliata e per questo non ha visto l’orrore).

Ma la cosa più incredibile è stata trovare dei Fratelli veri in persone che fino a poco fa erano degli sconosciuti e senza le follie socio-politiche del covid sarebbero restati tali:
La sofferenza quindi è divenuta opportunità, dono per cui dire “Grazie”!

Tra i tantissimi voglio ricordarne uno che incarna perfettamente tutto questo: il Dr. Giuseppe!

Era un Martedì di maggio (2022).
Io e mio fratello stavamo aspettando di esser ricevuti da un Medico a cui mi avevano suggerito di rivolgermi per avere aiuto per quel stavamo vivendo con mio padre ricoverato per covid, e nessuno ci stava nemmeno spiegando cosa stava accadendo (l’orrore e la disumanità della gestione pandemica: non so se riuscirò mai a perdonarli).
Si affaccia un distinto omone, alto ed imponente, che ci chiama nel suo ambulatorio ove avevamo fissato un appuntamento dopo un contatto telefonico (grazie dei “nuovi fratelli” che mi avevano passato il numero, Claudio e Tania).

30″ per capire che potevamo fidarci: ci ha messo a nostro agio ci ha rassicurato ci ha offerto aiuto ma soprattutto ci ha ascoltato, senza giudicare nessuna delle scelte che avevamo fatto:
Ci siamo sentiti accolti.
Ci ha voluto bene!
Ricorderò per sempre la vigorosa stretta di mano quando ci ha salutato dicendoci: “Mi raccomando fatemi sapere al più presto…”.

Non era una frase di circostanza, si capiva.
Così è stato!

Nei giorni e mesi successivi chiamate e messaggi quasi giornalieri e quando serviva (anche di domenica) c’era!
Competente, forte, risoluto… e risolutivo!

Decine di situazioni in cui senza di lui non avremmo saputo cosa fare, cosa pensare.
Nell’abbandono di tutti gli altri (ad iniziare dal medico di famiglia, fino quelli dell’ospedale), lui c’era sempre: con un consiglio, una opinione, una battuta, un rimprovero.


Un aneddoto su tutti:


Una mattina post dimissione da ricovero per “covid” (cosi dicono).
Il povero Aldo ha un diuretico ed il catetere ed elimina >6 litri di acqua al giorno (e beve certamente meno di 6 litri!).
Si sente stanco, fatica a stare sveglio: lo metto a letto.
Avviso Giuseppe (che fino a 3 settimane prima non conoscevo nemmeno) che c’è questo problema di liquidi (nessuno dei preposti -ospedale e medico di base- mi ha detto di controllare questo bilacio; ci sono arrivato io per competenze di idraulica e di fisica…).
MI dice: “Misuragli la pressione poi mi aggiorni”
Pressione 60/42….!!!!
Riprovo, 58/42…!!!!
Scrivo un whatsapp a Giuseppe che dopo 30″ mi richiama dandomi istruzioni su cosa prendere in farmacia e mi dice: “tra 10 minuti sono li!”
Arriva, assiste Aldo, gli fa le flebo, gli da un tonico cardiaco e lo salva letteralmente con le sue mani!

Mio padre era vivo grazie a lui che ha piantato in asso quel che faceva per soccorrere un vecchio moribondo che aveva bisogno:

I super Eroi esistono.
Quelli veri che salvano gli altri senza volere nulla in cambio.
Uno di loro è mio Amico!
Anzi di più: è mio Fratello!

Già, perche va detto, che ad oggi dopo ormai 6 mesi, in cui non si contano le volte in cui gli ho “rotto le palle” per questa vicenda (che ancora si trascina grazie alla politica sanitaria del nostro “governo”) non sono riuscito a pagarlo nemmeno una volta.

Vero che poi siamo diventati Amici-Amici (cosa ci avrà trovato in me di speciale ancora non l’ho capito), ed abbiamo condiviso cene, pranzi, goliardia, affetto, canzoni… ma il suo lavoro da Super Eroe lo ha fatto gratis, con la passione l’amore ed il trasporto che solo i Super…

Il mio non è un caso isolato, ovviamente.
Il Dr. Giuseppe ha il telefono che scoppia: nel periodo covid in cui nessun medico ti visitava e se eri fortunato ottenevi tachipirina, lui è andato da migliaia di persone a fornire assistenza UMANA e medica risolvendo praticamente sempre (Già! Perché le persone, curate bene, solitamente guariscono!).

In un periodo in cui abbiamo avuto sanitari che impedivano di stare ma anche solo di vedere i parenti malati, lasciandoli senza conforto, senza umana compassione…

in un periodo in cui i camici bianchi si sono negati per paura delle malattia (alla stregua di un pompiere che teme il fuoco e non viene a spegnerti la casa che brucia)…

In un periodo in cui negli ospedali e negli ambulatori si è fatta della discriminazione, estrema fino alla “violenza” (verbale e non), contro persone sane con pensieri diversi, augurando trattamenti da SS applauditi da una massa di complici idioti…

In un periodo in cui nelle corsie si ballava Jerusalema

Abbiamo potuto scoprire che invece, nel silenzio, agiscono uomini e donne veri, elevabili al rango di Super Eroi.
Uomini e Donne spesso costretti all’anonimato per non subire pressioni o repressioni professionali (e fisiche?), per non essere messi dalle “forze del male scientista” nella condizione di non poter più aiutare nessuno.

Già, per fortuna Giuseppe non è il solo, infatti grazie a lui ho conosciuto altri super eroi.
Ma è Lui, il mio preferito!

La nuova scienza (LaScienzah!)

Nell’epoca del Covid abbiamo assistito ad un fenomeno inedito:
Trovato un modo di identificare un qualcosa, ovvero i tamponi, prima molecolari e poi antigenici (poco importa se chi è positivo può essere definitivamente senza sintomi e chi è negativo malato grave) si è definito “problema sanitario” (la malattia covid) ogni “positivo” a questo test.

Sia chiaro, non nego che esista una patologia, che puo essere anche molto grave in taluni casi -fortunatamente rari- soprattutto quando le manifestazioni cliniche vengono sottovalutate e trascurate


Nell’ incertezza dei primi momenti (palesemente amplificata mediaticamente) sono stati catalogati come malati e morti da covid TUTTI i positivi al tampone PCR.

Il tampone è stato eletto a metodo diagnostico definitivo (pur senza averne le capacità, anche per voce del virologo Giorgio Palù poi presidente AIFA, link), generando una inappropriata associazione tra positivo e malato.

La conseguente “psicosi” di massa a questa associazione si idee ha costituito la base per ogni successiva assurdità socio-sanitaria in nome della difesa dalla “nuova peste” (che però uccideva solo gli anziani gia malati in % comunque non dissimili dall’influenza, link).

Bisognerebbe indagare sul perché si è scelta la strategia del terrorizzare la popolazione, quando in TUTTE le precedenti crisi -esempio inquinamento chimico o radioattivo- si tende a minimizzare per evitare il caos e reazioni scomposte della popolazione, che infetti col covid sono puntualmente avvenute; ma forse era quello lo scopo: generare paura ed offrire una risposta che altrimenti non sarebbe mai stata accettata.

Questa “magia propagandistica” (perché tale è!) ha trasformato praticamente tutte le malattie in covid in presenza di tampone positivo; in altre parole, ogni cosa che sopraggiunge ad un paziente “positivo” viene imputata al covid.


In questo modo, spinto dall’onda emotiva delle morti ad esso associate, il covid è stato percepito, anche dagli addetti ai lavori (non immuni dalle influenze della “pubblicità”) come una pestilenza incurabile. (vedi piu avanti [*] )

Tana libera tutti“: se c’è il covid (e basta il tampone positivo!) non occorre cercare altro e qualunque cosa succede è colpa del covid!
Alè! Ma cche ccce freegaa ma che cce’mportaa …!
Peccato che nella realtà il SARS-CoV-2 è un virus che ha una letalità bassa: dissonanza cognitiva portami via!

A questo punto é utile riportare una testimonianza personale:

Mio padre (86 anni) finito al pronto soccorso a seguito di una banale caduta (mentre era andato a piedi e da solo in Farmacia, ovvero in ottima forma fisica), risulta positivo al tampone antigenico covid.
Finisce subito in isolamento in area covid dove non si può entrare!.

Mi viene detto inizialmente che era un reperto accidentale (il tampone +) essendo lui completamente asintomatico ed in buona salute, e che sarebbe quasi certamente tornato a casa in giornata, finiti gli accertamenti di routine (era li per una caduta ed è un paziente a rischio di emorragie interne a causa dei farmaci che assume).

Dopo 6 ore, a sera, mi dicono che dalla lastra al torace ( ma non hanno fatto quella alla testa!) risultava una polmonite bilaterale e necessitava il ricovero (anche se, ad opinione di un radiologo interpellato successivamente, la lastra con cui l’hanno diagnosticata NON evidenziava una situazione che richiedeva misure ospedaliere).


Molti anziani che cadono poi hanno il covid!

Sembra una barzelletta vero?
Eppure questa conversazione io l’ho registrata e mi è stato detto proprio questo dal “medico” del Pronto Soccorso!

Ovviamente questo “medico” (a cui va il mio disprezzo, umano e professionale) aggiusta il tiro (dopo la mia provocazione: “Cioè le cadute causano il covid?“) sostenendo che la “polmonite” covava in modo asintomatico ed ha contribuito alla caduta per carenza di ossigeno, poi in ospedale si scoperto “il covid” (sempre grazie al “Magico Tampone”, che però é uno strumento NON diagnostico, mai validato come diceva anche il Dr Palù -vid- )

Sorvolo sulla trafila per cui a seguito di questo ricovero “arbitrario” e NON necessario mio padre è stato “rinchiuso” a Malattie Infettive ove è stato sottoposto a trattamenti invasivi ed inutili (dall’antivirale all’ossigeno terapia forzata… senza avere la polmonite!) ottenendo dopo 21 giorni di degenza (a cui è per altro miracolosamente scampato!) una serie di acciacchi e disabilità (probabilmente definitive) che prima non aveva.

Ogni cosa che sopraggiungeva era il Covid che “divampava”:
Difficoltà respiratorie? Covid!
Cuore che “sbarella”? Covid!
Delirio ed allucinazioni? Covid!
Problemi Neurologici? Covid!
Problemi Urologici? Covid!
ecc ecc..

Ora faccio una riflessione da “paziente” (o da parente di paziente):


Una persona è in ottima salute: non ha febbre ne tosse o affanno (con gli acciacchi dell’età ma perfettamente sotto controllo tale da essere completamente autosufficiente, in grado di guidare l’auto).

In mezzo pomeriggio finisce per aver necessita dell’ossigeno e 2 giorni scarsi più tardi necessita il casco CPAP, in poco piu di 36 ore non può respirare autonomamente.


Questo casco necessario per sopravvivere (h24 per almeno 10 giorni dicevano) viene rimosso… il giorno seguente, casualmente dopo una richiesta di chiarimenti da parte del Neurologo, che ha da tempo in cura il babbo, in merito a terapie neurologiche somministrate (Trittico).

Ufficialmente “Perché ha reagito bene al casco”. Che culo!

Eppure avevano gia messo l’alimentazione endovena tanto erano certi che senza casco non poteva sopravvivere nemmeno per mangiare.
Strano vero?

Poi, grazie al covid, che “fa tutto”, ha avuto anche:
problemi cardiaci,
problemi ematologici,
problemi fisiatrici,
problemi urologici,
ed altre “bazzeccole”…

E’ rimasto 21 giorni a spese dello stato in quel reparto dove probabilmente non doveva nemmeno entrare.

In realtà poi ha fatto un altro mese, 30 giorni, in un altro ospedale per una infezione batterica ospedaliera antibiotico resistente indotta dal catetere con cui è stato dimesso e che il medico di base si è ben guardato di “gestire” come chiesto dall’ospedale… ma non vorrei infierire troppo!

Ovviamente il rimborso di 3.713 €/g corrisposto dallo stato all’ospedale (per un paziente covid ricoverato in area medica) grazie al Governo dei Migliori ed al magico tampone positivo acchiappatutto non è affatto collegato a questa situazione, non siate maliziosi!


Certo che, a voler pensar male, l’alimentazione endovenosa può sembrare propedeutica ad un trasferimento nella “remunerativissima” Terapia Intensiva (9.697 €/g) visto il peggioramento raccontato di ora in ora (almeno fino alla telefonata del Neurologo).. sempre dello stesso paziente che non aveva nulla 2 giorni prima!


Non ci credete alla storia dei rimborsi elargiti dai “migliori”? guardate a questo link 1 e link 2

Passiamo oltre.

Una ulteriore riprova del fatto che ora tutto é covid la troviamo nella scomparsa dell’influenza su scala mondiale:
Durante il periodo in cui TUTTI sono stati testati col tampone che “diagnosticava” il covid è sparita l’influenza (vedi qui).

Va osservato che il covid ha gli stessi sintomi delle sindromi influenzali e, se curato anche la stessa prognosi, salvo casi particolari (che probabilmente suggeriscono un patogeno diverso, subdolo e potenzialmente rischioso, ma in casi circoscritti)

Si puo osservare, guardando i grafici ufficiali dell’OMS sull’influenza, che dopo della vaccinazione di massa contro il covid, l’influenza è tornata.

Si possono azzardare delle speculazioni (sempre senza pretesa di validità medica, ma solo logica): non essendo più testati i vaccinati, soprattutto nella prima fase in cui si decantavano le mirabolanti efficace dei vaccini contro la trasmissione dell’infezione per cui il vaccinato NON andava testato perché era “immune” (e li chiamano ancora “immunizzati” – vedi qui), le mai scomparse sindromi influenzali si sono è riappropriate della legittima causa della patologia.
E’ solo una ipotesi, ma a logica funziona senza sforzo!
Diciamo che è una possibile “pista” su cui si potrebbe (o dovrebbe?) indagare.

Sappiamo già che in epoca Pandemica, la PanDemenza impone che LaScienzah non sbagli mai, ed abbia ragione sempre, quindi non occorre indagare ciò che sostiene perché è vero per “definizione Scientificah” (ed il vaccino è l’unica soluzione anche se bastava l’aspirina!)

Poco importa se guardando la faccenda “da lontano” si nota che chi promuove la “cultura medica” e le “soluzioni” è anche chi sta guadagnando come non mai.
Suvvia lo fanno per il nostro bene!

Quali conclusioni posso trarre?
Da marzo 2020 tutto é covid.


Forse per fare il medico post 2020 basterà studiare un opuscolo informativo (ma forse basta un video tutorial del ministero della Malattia) sul Covid ed imparare applicare un bel protocollo che solleva da ogni responsabilità!
Facile, Facilissimo! Perché studiare 5 anni piu la specializzazione….

Ovviamente l’unico rimedio é la vaccinazione (con scudo penale!) per la patologia incurabile da marzo 2020, e che fino a febbraio 2020 si curava senza problemi.

A dire il vero ci sono medici (che fra tanti “pavidi smidollati” sono ascrivibili a Veri Super Eroi) che hanno continuato a curare come sempre hanno fatto, salvando migliaia di persone con percentuali quasi a 3 cifre, ricevendo in cambio l’appellativo di “stregoni” (dalle Tv e dalle testate dei “Professionisti dell’informazione” pagata dalle stesse multinazionali che posseggono anche i colossi farmaceutici), quando non erano addirttura altri provvedimenti sanzionatori.


[*] Li hanno definiti antiscienzah e peste li colga (vedi qui), “SalacadulaMagicabula…”.


Eppure questi “stregoni” hanno curato tutti!
A casa, con umanità, sostegno, affetto, rispetto, esercitando l’ARTE MEDICA in scienza e soprattutto coscienza!

Evviva la “stregoneria” dunque!

Ovviamente ho avuto la fortuna di vederli all’opera su un altro anziano di famiglia che non è passato in ospedale ed ha risolto “la cosa” in 2 giorni scarsi: Quidni anche in questo caso parlo di cose viste in prima persona.


In realtà, è venuto fuori che ADESSO anche i Tele Virologi sapevano dall’inizio che la Peste covid si curava bene con l’aspirina (per cui mi chiedo a cosa serva aver spinto fino all’ossessione sociopatica un vaccino sperimentale per una malattia POCO LETALE che si cura con l’aspirina!) – vedi qui e qui.. tanto per avere riferimenti-


Ad ogni modo, mi sa che mi iscrivo a medicina e con un bell’esame sul covid mi metto ad esercitare la professione di sacerdote de LaScienzah!

Vado a studiare, ciao …

Lo prendi più leggero

Nel periodo della Fede ne LaScienzah, abbiamo assistito ad un plateale “sindrome di Stoccolma.


I contagi (e morti) del 2022 evidenziano che questa Vaccinazione di massa non funziona (era anche illogica data la scarsa letalità della malattia e la sua curabilità domiciliare, salvo rari casi), eppure ci si ostina a sostenere che, pur non evitando “Il contagio” (ovvero la positività ad un tampone mai validato senza valenza diagnostica), ne la malattia (e manco la Morte) con una efficacia negativa, sia però capace di farti “prender il covid più leggero

“Fuori le prove!” aggiungerei

Ricordiamo che fu detto, dall’agghiacciante Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa:


Non ti vaccini , ti ammali, Muori o fai morire


Sono arrivati a discriminare i non vaccinati come nemmeno le Leggi Razziali del “Ventennio” fecero (chi dice il contrario semplicemente non era tra quelli discriminati e quidni non si è nemmeno reso conto di aver rivissuto ed avallato la storia solo perche sono stati cambiati i “nomi” delle cose!).
Il tutto in nome di un “presunto” bene collettivo assolutamente fuori tema: nessuno dei prodotti sperimentali, spacciati per vaccini grazie ad un artificio semantico, era, ed é, in grado di fare quel che si prefiggeva la misura vaccinale, ovvero fermare il contagio e proteggere “la comunità” dalla malattia.


Ormai è di domino pubblico (anche se in TV si continua a vendere l’utilità sociale del vaccino) che il vaccino non ferma il contagio (abbiamo più contagiati e Morti ora con i vaccini “urbi et orbi” che nel 2020 con una malattia “forse” sconosciuta…)

Si è ricorso al “timore della morte”: è L’UNICA cosa su cui hanno puntato.
Sacrificare la “Vita” (intesa come relazione) in cambio di una sopravvivenza biologica.
Su questa paura hanno costruito l’amuleto “vaccino” e chi non lo ha desiderato per salvarsi è stato obbligato per salvaguardare gli altri.
Peccato che era comunque una “Invenzione” pubblicitaria, ma spacciata come Scienzah!

Ma anche di fronte alla schiacciate prova che il vaccino (soprattutto a dosi ripetute e ravvicinate) PEGGIORA le cose, si continua a sostenere che consente una malattia più lieve.
La presunta “malattia più lieve” (indimostrata) è un poi il cavallo di battaglia dei nazi-vaccinisti, da sempre: quando il vaccino fallisce si sostiene che senza sarebbe stato peggio.

In realtà, c’e UN SOLO MODO per verificare che un farmaco ha avuto effetto:
Confrontare il risultato con un gruppo di controllo.

Peccato che con i vaccini covid questo gruppo non esiste (lo abbiamo gia detto più volte) per cui non c’è modo di asserire (senza ricorrere alla FEDE) che la vaccinazione contro il Covid consenta di avere manifestazioni più lievi della malattia.

Andatelo a dire a tutti quelli che sono MORTI di covid tri vaccinati

Facciamo i Conti

Qualche giorno fa un noto “tele-ViroStar” ha pubblicato su twitter un commento all’ultimo rapporto (attualmente disponibile) dell’ AIFA sulle reazioni avverse da vaccino covid.

Sorvoliamo per un attimo il fatto assodato che la “sorveglianza passiva”, cui sono soggetti gli attuali vaccini, riporta un numero sottostimato, da 10 a 100 volte e che quindi i numeri AIFA sono viziati a monte da una enorme sottostima delle reazioni avverse.

NB: sorveglianza passiva = basata sulle segnalazioni spontanee dei pazienti, e dei loro medici; sappiamo bene come si da la colpa a tutto, dal caldo alla pizza, piuttosto che accusare il sacro vaccino

Sorvoliamo che in un farmaco la mancanza di efficacia è un difetto, ed il un vaccino andrebbe annoverata tra le reazioni “Gravi” dato che il vaccino ha il solo scopo di non far ammalare la persona e possibilmente fermare l’infezione (altrimenti, percheccazzo lo si fa?)

Dunque il rapporto AIFA riporta una reazione avversa ogni mille inoculazioni (1:1000) ma la stragrande maggioranza di queste sono “lievi”; le reazioni considerate gravi sono 18 su 10mila inoculazioni (18:100.000).
Bene, Benissimo, giusto?

infatti il nostro supermedico televirologico pontifica trionfante: ” Sono il doppio delle reazioni avverse della Tachipirina o dell’ OKI

Analizziamo i numeri ed i fatti:

1 . Tachipirina ed OKI non sei obbligato (di fatto) a prenderli, ne vieni trattato da reietto se non li assumi
2. la Tachipirina la febbre la abbassa, e l’ OKI calma le infiammazioni (quasi sempre)
3. Tachipirina ed OKI non sono dati a tutti in ogni caso a tappeto, a miliardi di dosi

invece il Vaccino Covid:
1. lo fai o sei escluso e maltrattato negli ospedali (e questa cosa l’ho vista con i miei occhi!)
2. Non funziona ne nel prevenire l’infezione, ne nel fermare i contagi (ne nello scampare alla morte)
3. Lo hanno dato a miliardi di persone senza avere nessuna certezza sperimentale che non fosse una teoria del produttore

Ma FACCIAMO I CONTI?

18 eventi gravi ogni 100 mila inoculi corrispondono (risolvendo una semplice proporzione) per le somministrazioni fatte in Italia a luglio 2022 (quasi 140 milioni) a 25 mila reazioni avverse GRAVI (tra cui molte gravemente invalidanti o fatali)

18 : 100.000 = x : 140.000.000

x = (140.000.000 * 18) : 100.000

x = 25.200

OPS!

Il nostro “televirologo superstar” dovrebbe scusarsi con 25mila persone (o con le famiglie) che si sono sottoposte alla vaccinazione INUTILMENTE (la malattia, qualunque cosa sia e da qualunque cosa sia causata, c’è ora piu che l’anno scorso e l’anno prima, in estate con numeri da inverno)

Un pensiero, a titolo di esempio, va a Camilla Canepa (conterranea del suddetto “esperto”), che morì a causa della vaccinazione (somministrata in un Open Day vaccinale, a soli 18 anni) ma non fu classificata come correlata perché avvenuta oltre i 14 giorni dall’inoculo… (ecco come costruire le statistiche favorevoli agli interessi di Pfizer)

E ricordiamoci che se non ricorressero al “malore improvviso” che scagiona sempre il vaccino (e registrassero attivamente, cercandole, tutte le reazioni avverse) i numeri sarebbero da 10 a 100 volte più alti (ovvero più danni del covid stesso!)

Inoltre il “Malore Improvviso” non lo avevamo MAI sentito usare, prima del 2021, per classificare le morti improvvise e premature; avevano sempre una causa (infarto , Ictus, trombosi,… ), ma nella neolingua orwelliana del Coviddi, ogni accidente è il “malore improvviso”.

Abbiamo “il colpevole” (il malore improvviso, appunto) e non serve indagare oltre.

Osserviamo che “malore improvviso” non spiega un accidenti di niente: una morte improvvisa in una persona, soprattutto se sana e giovane, NON è normale e non dovrebbe essere accettata come “naturale” Il fatto che sia “improvvisa” non la rende derubricabile a “normale”.

Tana Libera Tutti!

meditate gente…

Tempistiche in Parallelo

Miliardi di Dosi

Quante volte abbiamo sentito dire in TV, dalle “virosoubrette” e dai vari lacchè delle “telefinzione” che “i sieri covid ad mRNA non sono sperimentali perché sono stati inoculati ormai a miliardi di persone“?

Valutare gli effetti NEL TEMPO (ammesso che si abbiano i gruppi di controllo per farlo, e che siano statisticamente significativi ed egualmente monitorati, oltre che “in doppio cieco”, cosa che nel caso specifico manca dall’inizio perche “ce so i morti!” e non era “etico” sacrificare parte delle “cavie” esponendoli al virus più mortale di sempre, con una letalità stimata dello 0.26 compresi gli ottuagenari malandati) richiede semplicemente che il tempo passi.

se si vuol sapere che cosa accade in dopo 1 anno occorre aspettare 1 anno.
non si puo “Velocizzare” l’anno o il decennio , o il minuto che sia… nemmeno suddividendo l’esperimento in più parti, ovvero 365gruppi studiati epr 1 giorno, fa un anno secondo voi?

Ecco, il concetto di “in serie” e “in parallelo” in questo caso torna utile:
– Quando qualcosa è in serie vuol dire che si può valutarla solo DOPO che l’evento precedente si è concluso.
– Quando qualcosa è in parallelo vuol dire che vari eventi possono avvenire contemporaneamente perche non sono influenzati dagli altri

Purtroppo per LaScienzah il tempo è necessariamente in serie:
Oggi viene per forza dopo Ieri e prima di Domani. Non si scappa!

Quindi, hanno semplicemente MENTITO quando hanno parlato di sicurezza nel tempo, perché quel tempo non era ancora passato: quidni si trattava semplicemente un “Previsione magica“, non di Scienza.

La quantità di dosi va benissimo per avere (se ci fosse onestà intellettuale e scientifica nella raccolta dati) una statistica molto forte su altri parametri che emergono indipendentemente dal tempo.

Ma ciò che è funzione del tempo NON PUO’ semplicemente essere accelerato. Fine del discorso

In pratica, se usassimo in cucina il paradigma “Scientificoh” dei “vaccini covid Sicuri negli effetti a medio lungo termine”, perche fatti in Miliardi di dosi e quidni con miliardi di dati(*), avremmo la possibilità di cuocere 1 kg spaghetti anziché in 10 minuti in 1 minuto purché siano divisi in 10 pentole. Provateci e poi fate sapere com’è buona!

Ah! Gia! Ma ci si deve FIDARE de LaScienzah, non farle domande!

(*) Sorvoliamo sulla qualità di questi perche in tremendo conflitto d’interessi, dato che gli enti regolatori semplicemente prendono per buoni quelli forniti da chi vende

Stregonerie Scientifiche

Nel periodo dell’omologazione di massa, in cui chiunque dissente dal “pensiero collettivo” (definito dal “mainstream” come unico e vero) viene letteralmente aggredito, come fosse un pericoloso elemento di disturbo al quieto vivere a cui si deve aspirare, un disegno del genere (che sottintende un pensiero piuttosto esplicito) può risultare decisamente “contro-sistema”.
Lo so!
In effetti volevo essere polemico, ma per stimolare una riflessione.


Il vero difetto di una siffatta polemica è la generalizzazione che inevitabilmente ne scaturisce.

In effetti non tutti gli appartenenti alla categoria bersaglio della polemica (i medici) sono meritevoli di questo “giudizio negativo”: ho conosciuto diversi “super-eroi” che hanno dimostrato doti di umanità, competenza e discernimento davvero eleggibili a “super poteri”, in un periodo in cui la maggioranza delle persone sembra aver perso ogni spirito critico.

Questa mia esagerazione va intesa come una riflessione che vuole sollevare un probelma reale e concreto, assolvendo, nel contempo, quei pochi che nei fatti hanno dimostrato di non essere ascrivibili alla categoria de “Gli Stregoni de LaScienzah

Viviamo in un periodo in cui si chiede FEDE in qualcosa che non puo basarsi sulla fede, ovvero la Scienza (senza h)

Il metodo scientifico (su cui la scienza si dovrebbe fondare) prevede un costante e continuo correggersi, sfruttando ogni nuovo dubbio (sia esso reale o solo percepito) al fine di approssimare le proprie conclusioni ad una descrizione il più possibile aderente alla realtà.

La realtà è (e sempre sarà) un gradino oltre la nostra comprensione; possiamo limitarci solo ad approssimarla conservando l’umiltà di sapere che qualcosa sfuggirà ad ogni legge che formuleremo (la Fisica moderna dovrebbe averlo ormai definitivamente dimostrato).

Se questo vale per una “scienza dura” (matematicamente descrivibile) come la Fisica, vale in maniera ancor più severa per le scienze “molli”, come la Medicina.

Per altro la Medicina, oltre ad essere “un’arte” che si serve di varie scienze e non una scienza propriamente intesa, ha a che fare con sistemi complessi (il corpo umano) impossibili da descrivere con leggi precise e prevedibili, perche le connessioni che ne influenzano il comportamento sono oltre la semplificazione cui la scienza necessita; infatti in medicina si deve sfruttare l’approssimazione statistica nel tentativo di fare previsioni, mantenendo in ogni caso enormi margini di errore.

Veniamo al dunque

La crisi del Covid fu “prevista” e probabilmente “pianificata” nel dettaglio per assolvere a svariate esigenze “economiche” e “sociali” ed infatti la ritroviamo in vari studi di “futurismo” degli anni passati e recenti (vedi event 201).

In questo periodo abbiamo assistito ad una regressione scientifica della medicina che sta tornando a sembrare una sorta di stregoneria che segue delle leggi apodittiche per cui qualcosa funziona non perché lo si è dimostrato con studi seri e disinteressati, ma perché un “Protocollo” lo stabilisce (senza addurre prove che non siano intrise di conflitti di interesse colossali), ed ogni voce che osa dissentire viene silenziata senza nemmeno smentirla con dei fatti: bastano le parole di una autoproclamata “comunità scientifica” (che nella realtà non esiste come autorità reale, ma l’opinione pubblica semplicemente questo non lo sa) il più delle volte costituita da persone che godono semplicemente di grande visibilità mediatica (ma non necessariamente di autorevolezza).

Questo ricorda in maniera lapalissiana l’atteggiamento tipico dell’ integralismo religioso.
Insomma nulla di scientifico

Nell’era Covid (ma ad esser sinceri avvisaglie ne abbiamo avute gia in era “Legge Lorenzin”, propedeutica per l’Italia al delirio “nazivaccinista”) abbiamo assistito ad un OSSIMORO in cui si doveva avere “Fede nella Scienzah“:
La fede (o la Fiducia) è qualcosa che si concede in ambiti in cui non si può dimostrare l’affermazione: è esattamente il contrario della Scienza.


Soffermiamoci ora sul MIRACOLO DELLA SCIENZA:


La creazione di un vaccino per un tipo di virus (il corona, per altro identificato con un test mai validato che letteralmente non si sa di preciso cosa trovi, tant’è che nessuno ha ancora preso il Nobel per l’identificazione di questo patogeno) contro il quale MAI si era riusciti ad assemblarne uno.
Questo grazie ad un impegno più esteso ed a più soldi messi in campo, cosi più esteso ahce alla fine si è potuto compiere il miracolo, ….. in due mesi! (video)

La gente se l’è bevuto… (vabbè ci può stare)

I MEDICI se la sono bevuto! (questa invece è davvero grave!)


In realtà all’inizio c’era scetticismo: ricordo nel 2020 quando se ne parlava era facile sentire un medico, anche pandemista convinto spaventato dalle “bare di Bergamo”, sostenere che la creazione di un vaccino in poco tempo era qualcosa di inaccettabile e bla bla…

Ma è bastato puntare al portafogli (con premi o punizioni economiche), e contemporaneamente creare un “pensiero collettivo” a cui omologarsi che il problema del ragionevole (scientifico) scetticismo é stato abilmente risolto sfruttando banali tecniche di “Condizionamento di massa” (omologazione al pensiero collettivo e al senso di appartenenza al gruppo ritenuto dominante che per definizione viene ritenuto quello che “ha ragione”)

Inutile far notare che per verificare l’efficacia e la sicurezza di qualcosa che va ad influenzare un essere vivente (come un farmaco o, soprattutto, un vaccino) occorrono sia dei tempi (che non possono essere bypassati perche il tempo non puo essere accelerato nemmeno se si sperimenta su miliardi di persone) che i modi (i gruppi di controllo che in questo caso sono stati tutti eliminati sulla base di una emergenza).


Niente!


Con: “lo dice LaScienzah” nessuno più si chiede niente. Ci si crede!
(Ma poi chi cavolo è sta “LaScienzah”?)

Sorvoliamo sull’utilizzo scellerato di associazioni d’idee improprie:
Se il vaccino contro il vaiolo ha funzionato, allora i vaccini sono efficaci e sicuri; quidni deve esserlo anche ogni altro vaccino.

Ovviamente il fatto che il Vaiolo e altre pestilenze, abbiano giustamente legittimato l’uso di vaccini anche generalizzati (essendo malattie incurabili e letalissime) non può, in nessuna connessione logica o scientifica, essere avallare la stessa misura per una malattia come la covid-19, che colpisce praticamente solo gli anziani (NON curati adeguatamente) e che, senza dei Tamponi “farlocchi”, forse nemmeno avremmo scoperto che esisteva (come accaduto fino a marzo 2020).

Insomma paragonare il Vaiolo al covid è come paragonare una Tigre ad un Gatto (da parte di chi vende trappole per Tigri).

Ma il risultato è stato che si é sdoganato il concetto di “Vaccino sicuro ed efficace”, per definizione:
Bingo!..
Farmaci per 8 miliardi di sani (il sogno dell’industria farmaceutica che si concretizza!)

Faccio notare che una delle frasi più inflazionate del 2022 a proposito dei vaccini è:
Fortuna che sono stato vaccinato, altrimenti il covid che ho preso lo stesso, sarebbe stato più grave

Inutile dire che questa affermazione non ha alcuna prova: non ha a suo favore nessun confronto con un gruppo di controllo, necessario per ogni analisi statistica (ovviamente ci sono i novax, ma nessuno li controlla, anzi, al massimo li vessano!): la si prende per buona perche “lo dice LaScienzah“, Amen!


Quindi ci ritroviamo di fronte ad un gruppo di persone erudite in materia di medicina (i cosiddetti medici) che dal 2020, anzi dal 2021 (anno dei vaccini “urbi et orbi”) accettano:

  • un “magico” evento (la creazione di un vaccino mai fatto in un tempo impossibile)
  • “magiche” proprietà di efficacia (non verificate da gruppi di controllo, perché hanno vaccinato tutti)
  • “magicamente” sicuro (senza aver alcuna prova di questo, negando ogni evidenza che dimostri il contrario)

Quindi non è una forzatura se dico che siamo letteralmente alla magia:
STREGONERIE SCIENTIFICHE

Inutile notare che dopo 2 anni e mezzo siamo in una estate (2022) con un numero smodato di contagiati (qualunque cosa voglia dire questa parola, dato che spesso si tratta di persone positive ad un test che non si sa bene cosa trova e che possono essere anche positive e sane o malate e negative ….), nonostante i vaccini che dovevano risolvere definitivamente il problema (al punto da renderli obbligatori anche per categorie di persone che non avevano NULLA da rischiare dall’infezione).

Ma con la Magia vale tutto, quindi:

  • il vaccino è un miracolo della scienza che stavolta e avvenuto
  • funziona per definizione
  • chi dice il contrario va bruciato sul rogo

Salacadulamagicabilabibidibobidibuuu!

Tirano a sorte

Nel periodo del “nazi-Vaccinismo” (mi si perdoni se accosto il nazismo all’era del vaccino covid, ma la somiglianza con l’atteggiamento di repressione colpevolizzazione persecuzione ricorda molto da vicino la “ratio” usata dai nazisti nei confronti delle minoranze ree di contaminare “scientificamente” la razza Ariana, il tutto legittimato da esimi scienziati dell’epoca) stiamo assistendo a delle “capriole narrative” degne di un film comico

Abbiamo un vaccino sperimentale (perche i dati di autorizzazione fanno finire la sperimentazione almeno nel 2022, che viene definito non più sperimentale solo perché fatto su tante persone, senza contare che il tempo di sperimentazione non è ancora passato, un po come anziché cuocere a fuoco lento per 2 ore si utilizzi un inceneritore per 20 secondi… il risultato non è sovrapponibile) che non si sa quanto sia efficace, ma viene spacciato come sicuro in un ambito d’utilizzo, poi questo ambito viene cambiato, in lungo ed in largo;
l’efficacia viene rivalutata, allungata accorciata annullata, ripresa;
salva le vite, non salva le vite, lo prendi più lieve o forse no;
se ne prevedono con certezza una dose, due dose, tre dosi… tante dosi;
una ogni 12, 9, 6, 3 mesi
immuni per sempre, 10 anni, 6, mesi, 3 mesi, boh mesi….

visto da fuori sembra che questa Scienzah vada letteralmente a caso.

e ci chiedono di fidarci!
di chi?
come fanno le previsioni, ai dadi?

io… boh!

Le promesse della Fede

La frase che in questo periodo di delirio sociale innescato da una sociopatia sanitariamente indotta si sente più spesso dire da chi si sente in dovere di legittimare la sua “scelta” di vaccinarsi contro il covid (scelta che personalmente non condivido ma rispetto pienamente) è:
Io ho FEDE nella Scienza” (o dovremmo piuttosto dire “Scienzah”?)

“ogni divinità offre quel che ha”

Ritengo che la Fede sia qualcosa che NON appartiene alla Scienza.
La Fede è necessariamente una caratteristica della RELIGIONE, un moto di fiducia necessario a qualcosa che non possiamo accertarci essere vero.
La Scienza invece avanza per confronti, per approssimazioni successive della realtà e degli argomenti che studia (perche la Scienza non è solo la medicina, che per altro non è nemmeno una scienza in senso stretto, c’è la Fisica, l’Economia, la Politica, la Comunicazione ecc.. ecc…)
Ogni ambito scientifico EVOLVE da se stesso spesso invertendo anche convinzioni in direzioni diametralmente opposte quando si trovano “Nuove leggi” che spiegano meglio il fenomeno (pensiamo alla teoria Geocentrica rispetto a quella Eliocentrica ed in quel tempo Galileo si scontro con la Scienza del tempo che era sorretta da leggi scientifiche che negli ambiti d’utilizzo del tempo erano assolutamente coerenti e funzionanti.. non si trattava di religione)

Dunque, chiunque parli di fede nella scienza sta implicitamente ammettendo di credere nello scientismo, che è tutt’altra cosa, una religione a tutti gli effetti

Nulla da eccepire con chi è religioso e demanda ad una entità terza la “cura” delle proprie paure, (io stesso sono un grande appassionato di spiritualità ed ho un trascorso di fortissima religiosità, della quale ad oggi intravedo anche dei limiti ma non la sua funzione “terapeutica” sull’anima e sulla vita).
Quello che mi sento però di criticare è la pretesa di legittimare le proprie convinzioni religiose con qualcosa che sia oggettivo e Certo, quasi Dogmatico perche dimostrato scientificamente, perché questa è esattamente la posizione della fede (non si può dimostrare l’esistenza di Dio, e quindi si deve credere, avere fede, nel fatto che Egli esiste, fine del discorso).

Oggi in particolare in ambito di vaccini (la vera “Finestra di Overton” in Italia , capofila mondiale per la strategia vaccinale dal 2014, fu aperta con la legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per la frequentazione della scuola dell’infanzia di 10 vaccini, approvata nel 2017, ma preparata negli anni precedenti) assistiamo ad un atteggiamento che definire di religiosità medievale è dir poco.

Frasi fatte a volte senza alcun fondamento scientifico (prendo il covid più leggero, non mi ammalo, non contagio ecc..) mettono le persone nella condizione di recitare un mantra su cui non farsi domande anche quando le affermazioni sono smentite dai dati, o meglio quando i dati scientifici non sono unanimi.

Siamo di fronte ad un atteggiamento Fideistico per cui la Scienza medica è diventata la “certezza non -democratica” capace di negare anche le evidenze se contrastano con la visone decisa come corretta:
la storia è piena di prodotti spacciati per sicuri che poi non si sono dimostrati affatto esserlo (il Talidomide su tutti, ma anche il fumo faceva bene, o i materiali radioattivi , il DDT … solo per citare alcuni esempi eclatanti)
Oggi abbiamo i vaccini che sono sicuri a prescindere perche TUTTI dicono che sono sicuri ed efficaci e chi dice il contrario viene messo all’angolo a prescindere dai titoli, dagli studi, dall’attendibilità delel affermazioni.
E’ un reato di lesa maestà (molto simile all’eresia che però è ambito di religione);

Almeno la fede in Dio auspicava al paradiso, ad una giustizia finale, la fede ne “La Scienzah Vaccinale” ci offre come obiettivo quella di aderire a deliranti escalation di inoculazioni di cui gli stessi “influencer” farmaceutici non hanno certezza, ed in ogni caso l’unico obiettivo divenuto auspicabile è la tutela della salute a discapito anche della libertà di vivere la vita

A me non sembra molto meglio del medioevo