Dogs

Perche amo i cani?

I cani sono da sempre una delle mie passioni più radicate e profonde

Da piccolo (avevo circa 6 o 7 anni) mentre giocavamo a calcio tra le tende e le roulottes al campeggio (a Portonovo – AN) fui aggredito dal cane (un pastore belga Malinois) di proprietà di uno dei ragazzini con cui si giocava, si chiamava Sonnie; era un cane un pochino “reattivo” e probabilmente (lo dico oggi) voleva solo giocare anche lui, o forse semplicemente rubarmi la palla. Chissa?

Rotolai a terra fin sotto una roulotte con il ricordo del cane che tentava di prendermi

Risultato: una fobia per i cani a 360 gradi, che pero alimento in me una smodata “passione” per la loro conoscenza: leggevo di tutto sui cani, mi facevo regalare libri e li ammiravo come esseri misteriosi ed affascinanti.. ma ne avevo una fottuta paura!

Da li in avanti ho continuato a studiare libri e libri.. TANTA TEORIA, ma poca pratica perché a casa di cani non se ne volevano (ricordo che feci piu volte il “rilievo planimetrico” di un grosso terrazzo che c’era a casa di mia madre per dimostrare, invano, a mio padre che c’era lo spazio per far stare un cane -dato che per lui il concetto di cane in casa era alieno ed inconcepibile.. sigh!)

Poi arrivo Lady, una barboncina “toy” che mia nonna Sofia decise di prendere “Per se” e per noi, affascinata dal cagnolino di mia cugina Silvia che venne a trovarci (siamo nell’ 86).

Giacche la nonna abitava nello stesso palazzo della mia famiglia, Lady fu davvero il mio primo cane, anche perché visse con i nonni per qualche anno (dando al povero nonno Armando bellissimi momenti di affetto e compagnia ineguagliabili) fin quando la nonna rimase vedova: Da quel punto in avanti (siamo nel 95) Lady divenne definitivamente mia sorella anche se io come ideale di cane avevo il Dobermann amavo quella bestiolina da impazzire

Lady ci lascio nel 2000 quando ero appena sposato, dopo aver affrontato operazioni e malattie dovemmo accompagnarla per il suo ultimo viaggio perché un male ai polmoni (a seguito di un’altro alle mammelle) gli impediva di respirare…

ricorderò per sempre lo sguardo che ci siamo dati prima di lasciarci, lei ha scodinzolato e poi si e’ addormentata per sempre: “Arrivederci sorellina!”

Poi sono passati 14 anni di solo desiderio (e di tanti libri!)… fin quando per una serie di avvenimenti ho “allineato” i pianeti (convincendo tutta la famiglia che era il momento) ed e’ arrivata ZOE

(Zoe ad 1 mese)

Zoe e’ un Dobermann, atteso per 30 anni (il mio primo libro sul Dobermann risale al 1982 “Il Doberamnn” di Fiorenzo Fiorone, non so quante volte l’ho letto!)

Se penso che il mio amico Diego Freddara (Allevatore ed amico) mi propose il primo Doby nel ’96 e sistematicamente ogni tot anni ci riprovava (ed io Non potevo mio malgrado accettare perché o per un motivo o per un’altro non avevo “potere” decisionale), posso dire che davvero Zoe e’ stata un sogno che si avvera.

Ho seguito tutte le fasi della crescita della cucciolate (rompendo l’anima e le scatole al povero Jacopo, il proprietario di “mamma Emy”) perche proprio non potevo farne a meno…

08-04-2014 La cucciolata a 3 settimane e mezzo

Poi il 9 maggio 2014, a 56 giorni, finalmente siamo andati a prender Zoe per portarla nella sua nuova casa

Ricordo l’emozione palpabile in macchina per tutti e 4 i membri della famiglia… una emozione grande per noi adulti e per i due bimbi: una esperienza che gia solo per quel momento “valeva la pena”!

Da quel giorno di metà Maggio (2014), Zoe (detta spesso “la Zizza”, o “Zazy”) si è conquistata un posto come membro effettivo della famiglia (anche se non ci piace trattarla da persona, perché ad un cane gli si manca di rispetto se non gli si riconosce l’identità di cane, ma e’ a tutti gli effetti uno di noi, vice con noi, dorme con noi, influenza i nostri programmi al pari degli altri membri della famiglia delle esigenze dei quali si tiene sempre conto, siano essi genitori figli, cani o pesci …)

primo mattino a casa!

10-05-2014 il primo giorno a casa
la prima volta sul divano di nonna Lillina!

Le prime sgambate al parco col fratellone

Lo sguardo “innocente” dopo una marachella

I riposini dopo aver preso un rimprovero

Foto con la mamma

Lo sguardo innamorato che nessun’altro puo avere

Le sorelle si coccolano a vicenda

La bellezza di Zoe non lasciava mai indifferenti

“Giochiamo ancora?”

“La neve è bellissimaaaa”

Zoe e Luna, Orvieto 8-15 agosto 2015
21-05-2015 Zoe a scuola a Chiaravalle (AN)
24-09-2015 Zoe a Chiaravalle
26-03-2016 Acchiaparella al parco
18-10-2016 Piccoli tricks con Zoe
10-01-2016 Giocare al “Tira e Molla” al parco Unicef
17-05-2017 Zoe e la sua amica Kira
20-07-2017: perche Zoe camminava cosi!
14-08-2018: L’eleganza motoria in un video (“Correre!” che passione)
01-04-2023 Giocare insieme per rafforzare il nostro legame giorno per giorno

24-09-2023

Il nostro ultimo bacio.

Cara Zoe, non esiste un modo facile per salutarsi quando quel saluto è definitivo: ma come ogni singolo giorno vissuto insieme (tranne forse 5 o 6 in 9 anni e mezzo) anche nel nostro addio eravamo vicini, in un abbraccio non solo fisico.

Ho mantenuto la mia promessa, quella che ti sarei stato sempre accanto e non ho nessun rimpianto.
Non riesco a ricordare giorni senza di te, né ad immaginarmene di nuovi: ma farò tesoro di tutti gli insegnamenti preziosi e sottili che mi hai dato, più profondi e duraturi di quanto molti uomini siano capaci di immaginare.

Aver avuto l’onore e la gioia di averti accanto aveva un prezzo altissimo, pagato con un dolore immenso: ma sono contento di averlo pagato (molto salato) per avere avuto in cambio questi anni trascorsi assieme!

Nell’ultimo momento in cui ci siamo salutati (ed io ti tenevo stretta) nel tuo sguardo ho letto l’insegnamento più grande, quello definitivo, quello per cui, probabilmente, hai attraversato la mia vita:
Dobbiamo imparare a far scorrere il flusso vitale, assaporandone la corrente senza volerla trattenere, godendo delle sue carezze che ci plasmano in una forma via via più docile ed adatta alla vita e quando saremo pronti navigheremo tutti verso la foce carichi di esperienza e significato.
Quando le nostre anime si riincontreranno so già che vedrò la tua coda roteare pazza di gioia.

Ma fino ad allora mi mancherai come l’aria che non hai avuto nella tua ultima ora.

Ciao Zazi!

La nostalgia, irrorata di lacrime, è l’amore che rimane